Descrizione
Il nostro Paese si confronta oggi con alcune trasformazioni strutturali destinate a incidere profondamente sulle città e sui sistemi urbani. Non solo l’invecchiamento della popolazione ma anche una crescente polarizzazione geografica che favorisce i centri più grandi e spesso lascia indietro quelli di minore dimensione.
Terni, insieme all’intera Umbria, da tempo manifesta segnali di sofferenza sul piano demografico ed economico. La città è stata investita dapprima da un prolungato processo di deindustrializzazione e, successivamente, da un marcato invecchiamento della popolazione. Ne è derivata una traiettoria di progressivo declino.
Molto più di gran parte delle altre città del Centro Italia, la Terni moderna è nata e cresciuta nel Novecento attraverso un’intensa fase di mobilità, con l’arrivo di lavoratori attratti dal lavoro nell’industria. Oggi, invece, attraversa una fase diversa, di segno opposto, nella quale soprattutto i giovani lasciano la città ancora una volta per motivi di lavoro. In questo quadro il pendolarismo rappresenta un altro lato del prisma della mobilità e, più in generale, della crescita o del declino della città.
Per la prima volta in questo lavoro viene presentato un quadro del pendolarismo per motivi di lavoro che riguarda la città di Terni su un arco temporale molto esteso. I dati presentati mostrano come la mobilità territoriale ridefinisce sia le relazioni tra il capoluogo e i centri minori circostanti sia la sua posizione nel Centro Italia, e come contribuisce a plasmare il profilo demografico, economico e sociale della città e, quindi, la sua identità e il suo cambiamento.




