Descrizione
Giornalisti contro giornalisti. Indizi, impronte e testimonianze offerte al pubblico per sostenere una tesi o smontarne un’altra. Querele e controquerele. Un circo mediatico sempre più frenetico, caciarone e assillante. Il “caso Garlasco” è riesploso nel 2025 con la notizia bomba che sotto alle unghie della povera vittima, Chiara Poggi, 26 anni, non c’era alcuna traccia del Dna di Alberto Stasi, il fidanzato condannato in via definita a 16 anni per il suo omicidio. C’era invece un cromosoma Y riconducibile alla linea paterna di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, Marco Poggi. E così da quasi un anno e mezzo il dibattito mediatico si è riacceso, divampando, però, con inusuale veemenza, tanto da superare ogni conosciuto limite. L’inseguimento frenetico alle possibili ipotesi di indagine ha prodotto una deriva di notizie e falsi scoop finita addirittura nel grottesco quando per alcuni giorni, in prima serata, si è sentito argomentare su un misterioso “Gerry La rana”. Suggestioni, supposizioni e complotti hanno alimentato per mesi palinsesti e pagine di quotidiani e settimanali. Materiale che ha supplito all’ermeticità della Procura di Pavia, ma che ha generato una lotta fratricida nel mondo dell’infotainment.




