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Scarpe grigie sulla rupe

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Tutto ebbe inizio la notte del 14 dicembre. Ad Orvieto la neve ha iniziato ad ammantare di bianco la città; alcuni spettatori escono infreddoliti dal teatro Mancinelli dove hanno appena assistito alla rappresentazione di Anna Karenin. Poco più lontano, in piazza del Cornelio, Antonio Ramazza, "noto bighellone orvietano.

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Tutto ebbe inizio la notte del 14 dicembre. Ad Orvieto la neve ha iniziato ad ammantare di bianco la città; alcuni spettatori escono infreddoliti dal teatro Mancinelli dove hanno appena assistito alla rappresentazione di Anna Karenin. Poco più lontano, in piazza del Cornelio, Antonio Ramazza, "noto bighellone orvietano, odiatore del lavoro ma teorico del medesimo", di ritorno da un pokerino fra amici, si china in terra per raccogliere un cellullare che squilla in mezzo a due auto, ma viene afferrato da una mano. Si tratta di Adele Tamanti Caggeggi, cinquantenne di buona famiglia che si era ritrovata tramortita in terra per motivi sconosciuti, con tracce di cocaina sul naso e un brutto odore di whisky addosso. Sarà solo il primo di una serie di casi analoghi ed inspiegabili. Inizia così con un incipit fulminante e magnetico, l'ultimo romanzo di Nello Riscaldati "Scarpe grigie sulla rupe. Schizzi di giallo", Intermedia Edizioni che conduce il lettore attraverso un' intrigante e avvicente avventura, calata nella realtà orvietana in cui non mancano riferimenti ai fatti più recenti in un affresco realistico e divertente della psicologia e delle abitudini di provincia Riscaldati presenta ai suoi lettori un quadro umano popolato da personaggi in grado di trasmigrare dalle pagine del romanzo a quelle della vita vissuta e viceversa, tanto è netta e sorprendente la somiglianza tra alcuni protagonisti del giallo e la realtà orvietana, quella di tutti i giorni, popolata da uomini e donne che ognuno può divertirsi ad identificare con un tipo ideale rupestre.

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Tutto ebbe inizio la notte del 14 dicembre. Ad Orvieto la neve ha iniziato ad ammantare di bianco la città; alcuni spettatori escono infreddoliti dal teatro Mancinelli dove hanno appena assistito alla rappresentazione di Anna Karenin. Poco più lontano, in piazza del Cornelio, Antonio Ramazza, "noto bighellone orvietano.