I TEMPLARI A VITERBO Visualizza ingrandito

I TEMPLARI A VITERBO

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I TEMPLARI A VITERBO

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Viterbo e i Templari hanno molti punti di contatto fin dall'origine dell'Ordine, vantando quasi una «primogenitura templare» in Europa. Tutto ciò è dovuto a papa Eugenio III, cresciuto nella solitaria vita cistercense, più volte in Viterbo in esilio da Roma. Da Viterbo sabato 7 aprile 1145, papa Eugenio III, con la bolla Militia Dei, consente all’Ordine di raccogliere decime, pagamenti e tasse di sepoltura.Sempre da Viterbo, sabato 1 dicembre 1145, Eugenio III, avendo avuto la notizia della cattura della città assira di Edessa per opera del turco Imad al-Din Zengi, in risposta all’appassionata azione predicatoria messa in atto da Bernard de Clairvaux, con la bolla Quantum praedecessores, indice la seconda Crociata. A Natale di quell’anno il papa torna a Roma. A Parigi, martedì 22 aprile 1147, Eugenio III presiede al capitulum generale di centotrenta Cavalieri Templari sotto il comando di Evrard des Barrès. Al termine di questo capitulum generale, domenica 27 aprile 1147, papa Eugenio III ufficializza l’adozione della croce patente quale simbolo dei Templari che già usano quella patriarcale, consegnata trent’anni prima da Varmondo di Picquigny, patriarca di Gerusalemme, ai primi Templari nel 1118. La croce patente assume un significato particolare solo tra i Cavalieri Templari che la adottano come simbolo. Di tutto ciò persistono tracce in Viterbo ed il libro le individua.

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