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La zecca di Orvieto

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Nel 1137, per la prima volta si cita Orvieto Comune, ma è riconosciuto come governo comunale da una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano VI nel 1157. Da questa data inizia a battere moneta probabilmente non per concessione imperiale o papale, bensì per decisione autonoma del libero comune.

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Nel 1137, per la prima volta si cita Orvieto Comune, ma è riconosciuto come governo comunale da una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano VI nel 1157. Da questa data inizia a battere moneta probabilmente non per concessione imperiale o papale, bensì per decisione autonoma del libero comune. Nel 1240 la Zecca è operante e già famosa nel mondo di allora. Nel 1282 Carlo I d'Anjou, re di Napoli, ne trae formule per le leghe delle proprie Zecche. Il re di Boemia Venceslào II chiama il giurista italiano Gozzio d'Orvieto a redigere lo lus regale montanorum, dal 1283 al 1305, divenuto la base delle leggi minerarie e di monetazione dell'Europa centrale fino alla fine dell'impero austro-ungarico. Nel 1338, al tempo di papa Benedetto XII il maestro di Zecca Angelo da Orvieto è richiesto dalla Santa Sede per la Zecca di Montefiascone. Dal 1364 al 1368 Ligone di Michele da Orvieto è chiamato da papa Urbano V a dirigere la Zecca ad Avignone. Vari papi come Benedetto XII, Innocenze VI, Giovanni XXII, Bonifacio IX, fanno coniare monete pontificie nella Zecca di Orvieto. Nel 1498, si parla di fiorini monetae Urbevetanas. Nel 1513 papa Giulio II utilizza ancora la Zecca di Orvieto per coniare i suoi quattrini. Un grande passato dimenticato che questo libro cerca di riportare alla luce con documenti e immagini.

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La zecca di Orvieto

Nel 1137, per la prima volta si cita Orvieto Comune, ma è riconosciuto come governo comunale da una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano VI nel 1157. Da questa data inizia a battere moneta probabilmente non per concessione imperiale o papale, bensì per decisione autonoma del libero comune.